Giorgio Li Calzi direttore di TorinoJazzFestival

Trombettista e compositore, direttore artistico del Festival Jazz di Chamoisic, Giorgio Li Calzi è la scelta dell’assessore alla Cultura del Comune di Torino Francesca Leon per guidare la prossima edizione primaverile del Festival Jazz di Torino.

Dal comunicato stampa del Comune: «I grandi eventi cittadini possono acquisire un’importante funzione di sostegno al radicamento delle attività culturali permanenti presenti da anni in città». «Per questo -afferma Francesca Leon- crediamo sia necessario passare da una concezione di evento estemporaneo con ricadute limitate nel tempo a una che veda l’evento come pietra miliare di tutte le attività che si svolgono nell’arco dell’anno».

Il nuovo direttore sarà affiancato da un gruppo di lavoro il cui compito sarà approfondire la conoscenza dei meccanismi di produzione e fruizione del jazz e il territorio sociale e culturale cittadino. Sarà loro compito promuovere l’attività dei musicisti attivi a Torino per creare produzioni originali, favorire scambi internazionali, valorizzare le eccellenze artistiche del territorio, mettere in rete i jazz club stabili e residenti durante il festival e per tutto il resto dell’anno. Il gruppo si occuperà anche di ospitare organizzatori e direttori italiani e internazionali di eventi jazz, di porre attenzione alla comunicazione e instaurare rapporti di collaborazione con altri festival culturali e grandi eventi torinesi.

A nostro avviso, quanto proposto a suo tempo dal Consorzio PiemonteJazz.

JAZZ da NEW YORK CITY… per “La Via del Jazz”

La Via del Jazz

III Edizione

Piemonte Jazz e Jazz Club Torino presentano

THREE MUSICIANS – THREE CLUBS

JAZZ FROM NEW YORK CITY

 

In chiusura del percorso intrapreso sul territorio nel 2017 da Piemonte Jazz e dalla Fondazione Piemonte dal Vivo, La Via del Jazz, ci proietta idealmente da Torino a New York, con due appuntamenti imperdibili al Jazz Club Torino.

L’evento si fonda sull’incontro con tre musicisti che sono, al contempo, tra i più rappresentativi titolari di jazz clubs: il saxofonista Fulvio Albano, direttore artistico del Jazz Club Torino – club ospitante – e i newyorkesi Spike Wilner (Smalls Jazz Club) e Bill Saxton (Bill’s Place).

Il mese di novembre vedrà pertanto il JCT impegnato nella scoperta dei due locali newyorkesi, con i concerti di band guidate dai loro patron. I due spettacoli, grazie alla reputazione internazionale del Jazz Club Torino, offriranno l’opportunità di attivare sinergie e connessioni tra il Piemonte e New York.

 

Jazz clubs in NYC

Un filo rosso – il linguaggio del jazz più genuino e autentico -, avvicina e riunisce a New York una comunità che rappresenta il cuore del jazz mondiale, la grande fucina in cui si tramandano tradizioni, si mescolano e si elaborano nuove estetiche: il luogo in cui il jazz è da sempre protagonista. I club newyorkesi invitati si trovano geograficamente ai due estremi di Manhattan – nel Greenwich Village e a Harlem – e rappresentano due aree con caratteristiche, storia e peculiarità dissimili.

Jazz Club Torino, Mercoledì 8 novembre 2017, ore 21.30

Introducing the Greenwich Village top jazz venue, the “SMALLS JAZZ CLUB”

Il primo appuntamento si terrà mercoledì 8 novembre con il quintetto SMALLS ALL STARS ON LIVE, in rappresentanza del celebre “Smalls” del Greenwich Village. Il quintetto è capitanato dal proprietario del club, Spike Wilner, al pianoforte, con Joel Frahm al sax, Ryan Kizor tromba, Tyler Mitchell al contrabbasso e Anthony Pinciotti alla batteria.

– La storia dello Smalls raccontata dal suo protagonista, Spike Wilner, ore 17,30

Il concerto sarà preceduto da un incontro sull’attività di fondazione e conduzione di un jazz club a New York con lo stesso Spike Wilner. (Ingresso libero e gratuito)

 

Jazz Club Torino, Mercoledì 29 novembre 2017, ore 21.30

Introducing the top Harlem jazz club “BILL’S PLACE”

Il secondo appuntamento, mercoledì 29 novembre, vedrà protagonista un grandissimo saxofonista hard bop, Mr. Bill Saxton, altresì noto come “The Harlem Jazz King”. Saxton è oggi proprietario del club “Bill’s Place”. La sua band in tour, BILL SAXTON & MARCO DI GENNARO 4ET FEAT. DARRELL GREEN, schiera Bill Saxton al sax tenore, Marco di Gennaro al pianoforte, Vincenzo Florio al contrabbasso e uno tra i più richiesti drummer di NY, Darrell Green.

Attualmente Bill è l’unico jazzista nero nato a Harlem proprietario di uno spazio nel suo quartiere, in cui il puro jazz sia la sola attrazione. “The Bill’s Place” rappresenta la sua devozione nei confronti del jazz più autentico e genuino.

 

I due concerti inizieranno alle ore 21,30 – Ingresso € 15,00

 

SMALLS JAZZ CLUB

Smalls Jazz Club è stato fondato nel 1993, in uno scantinato nel cuore del Greenwich Village, da un ex sommergibilista, Mitchell “Mitch” Borden. La sua atmosfera era in contrapposizione con i più famosi club newyorkesi, compreso il vicino Village Vanguard; negli anni ’90 infatti, lo Smalls si è guadagnato la reputazione di “fucina dei nuovi talenti jazz di New York”. L’atmosfera era giovane e bohémienne e in quel periodo il locale era frequentato da musicisti come Ehud Asherie, Ari Hoenig, Kurt Rosenwinkel, Avishai Cohen, Guillermo Klein, Noah Becker, Omer Avital, Mark Turner, Zaid Nasser, Avishai Cohen, Michael Weiss, Sacha Perry, Jason Lindner, e Tommy Turrentine. Il pianista di casa era Frank Hewitt.

L’aumentare delle difficoltà finanziarie, provocate dalla crisi di presenze post-11 settembre, costrinse Borden a chiudere nel 2003. I concerti di Smalls si trasferirono così in una sala da biliardo lì accanto, il Fat Cat Club. Dopo una parentesi dedicata alla musica brasiliana, lo Smalls venne riaperto da Borden e dai suoi collaboratori – i musicisti Michael “Spike” Wilner e Lee Kostrinsky -, all’inizio del 2006. Molto frequentato dai giovani, il club è diventato un punto di riferimento per il jazz targato NY. Tutti i concerti sono trasmessi in diretta sul sito del club e sono disponibili in replay per gli abbonati, i cui contributi supportano non solo il club ma anche i musicisti. Il nuovo club ha ospitato artisti come Bruce Barth, Seamus Blake, Peter Bernstein, Jimmy Cobb, Steve Davis, Joel Frahm, Kevin Hays, Ethan Iverson, Jazz Incorporated (Jeremy Pelt, Anthony Wonsey, Louis Hayes), David Kikoski, Ryan Kisor , Bill Mobley, Tim Ries, Jim Rotondi e Neal Smith. Johnny O’Neal, che avremo la possibilità di ascoltare nuovamente al JCT il 14 dicembre prossimo, è oggi il pianista residente allo Smalls.

 

 

Smalls Jazz Club

183 W 10th St, New York, NY 10014, Stati Uniti

Phone +1 646-476-4346

www.smallslive.com

 

Quando il welfare non è per tutti

C’è un filo, neanche troppo sottile, che unisce musicisti, gestori di impianti sportivi e presidenti di associazioni. Sono categorie professionali che difficilmente possono contare sulla tutela e sulla sicurezza di un sistema di welfare, in grado di garantire assistenza sanitaria e infortunistica. Se ne è parlato il 29 settembre scorso, durante i lavori di una tavola rotonda organizzata dal Consorzio PiemonteJazz e da ANCoS Torino, in collaborazione con il Centro medico della SUISM dell’Università di Torino.
I lavori di Jazz Sport & Welfare, introdotti dal presidente di ANCoS Torino Renato Rolla, hanno preso le mosse dalla ricerca Vita da Artista, realizzata da SLC Cgil e Fondazione di Vittorio: numeri alla mano -dicono dal sindacato- in Italia solo il 4% dei 130mila lavoratori dello spettacolo ha un contratto a tempo determinato e un lavoratore su due vive con meno di 5.000 euro all’anno. Cifre che non si distaccano troppo dal “giro d’affari” di una polisportiva o di un associazione culturale. Realtà, queste ultime, alle prese dal 2 agosto di quest’anno con i primi decreti attuativi della legge 106/2016, meglio conosciuta come Codice del Terzo Settore. «Si è capovolto il mondo -ha detto in apertura del suo intervento il segretario di UGIS (l’Unione dei Gestori di Impianti Sportivi) Michele Amerio- al punto che la parola welfare in questo ambito sembra sempre più inadeguata». Destano più d’una perplessità i nuovi obblighi cui dovranno adeguarsi le associazioni no profit, dalla rendicontazione delle spese alla tracciabilità dei registri, all’ingresso nelle strutture di nuove professionalità come commercialisti e revisori contabili. «Il consorzio che, ad esempio, si occupa di musica e di musicisti jazz viene ora definito “rete” -spiega Amerio- e dovrà provvedere al più presto a dotarsi di un consulente che faccia un controllo sulle attività svolte negli ultimi cinque anni, per esser sicuro di poter giustificare e motivare non solo le spese sostenute, ma anche le decisioni prese durante le assemblee». Dubbi anche sul futuro delle imprese sociali, i cui benefici -per obblighi e normative a cui attenersi- rischiano di venire notevolmente ridimensionati, se non addirittura annullati, dal nuovo Codice. Servirà tempo per capire se in un prossimo futuro sarà ancora conveniente costituire un’associazione senza fine di lucro o fare un’impresa sociale.
Il Governo si è infatti riservato bel 18 mesi per pubblicare tutti i decreti attuativi della 106/2016 e per spiegare i 104 articoli.«Sempre che -ha aggiunto ancora Amerio- le elezioni della prossima primavera non cambino le priorità nell’agenda del governo che verrà».

Le patologie professionali dei musicisti

Il 30 ottobre si svolgerà il terzo corso di aggiornamento delle malattie professionali dei musicisti,  presso il Conservatorio di Torino indirizzato alle figure professionali mediche sanitarie ed ai professionisti in ambito musicale.

L’Associazione Onlus Bip-Bip ha organizzato nell’ambito delle attività’ formative rivolte alla prevenzione due corsi di aggiornamento sulla prevenzione delle patologie professionale dei musicisti .
Diversi studi sull’argomento hanno indicato i disturbi muscolo scheletrici (con ripercussioni anche a livello, nei casi d’interessamento della colonna vertebrale, midollare radicolare) l’ansia da prestazione e i disturbi uditivi tra le cause più comuni di disfunzioni nella pratica musicale. E’ importante ricordare anche i disturbi di respirazione negli strumentisti a fiato e nei cantanti, i disturbi della voce nei cantanti e nei direttori di coro, ecc.
D’altra parte gli artisti professionisti sono da ritenersi dei veri “atleti del palcoscenico”, che siano strumentisti, attori, ballerini o altro. Un attore che recita un monologo per tre ore consecutive non è forse un “maratoneta della voce”!? La pratica artistica e quella sportiva hanno molti punti in comune, soprattutto il fatto di ripetere migliaia di volte gesti di articolare complessità e in particolari condizioni emotive, che possono portare a sovraccarichi cronici e quindi a patologie o, comunque, ad una diminuzione delle possibilità di esprimere pienamente le proprie potenzialità.
Alla luce delle considerazioni su esposte, riteniamo che possa essere interessante il terzo corso d’aggiornamento sulla prevenzione, che fornisca adeguate basi di conoscenza delle più comuni cause di alterazioni che possono interferire con l’acquisizione di un’adeguata abilità strumentale, sia nel bambino sia nell’adulto, sia nella semplice “alfabetizzazione” musicale che nella pratica artistica di alto livello.

Clicca qui per ulteriori informazioni:

Jazz all’Osteria Rabezzana

All’Osteria Rabezzana, ogni primo mercoledì del mese,  un concerto in collaborazione con Piemonte Jazz, e al giovedì eventi speciali. Il programma aggiornato sul sito del locale. http://www.osteriarabezzana.it/news-eventi/

L’Osteria Rabezzana nasce il 12 novembre del 2016, ma in realtà un’osteria con quel nome esisteva già a Torino, nel 1930 circa, in piazza Carignano.

Oggi come allora, la cucina si caratterizza per la tradizione e la stagionalità:per i sapori semplici e l’utilizzo di materie prime di qualità.
Per l’essenzialità, in sostanza.
Ad ogni stagione cambia il menù, ogni settimana si scoprono diversi sapori, ogni giorno si gustano nuovi piatti.

Questo mercoledì, il Doctor Jazz Quartet.

DOCTOR JAZZ QUARTET

Il batterista-medico Giorgio Diaferia si ripropone sulla scena jazzistica italiana con una nuova formazione e un repertorio di standard del jazz con brani originali caratterizzati dalla grande notorietà e dalla frequente ed intensa pulsazione.

Allievo di Enrico Lucchini, Diaferia ha partecipato a seminari con Bruno Biriaco, Daniel Humair, Al Levitt, per poi suonare e registrare negli anni ’80 e ’90 a fianco di musicisti, come Bob Porcelli, Johnny Griffin, Art Farmer, Slide Hampton, Tiziana Ghiglioni, Gianni Negro, Piero Leveratto, Aldo Rindone ed altri, esibendosi in numerosi jazz festival italiani. È uno dei quattro fondatori del Consorzio Piemonte Jazz.
Guido Canavese è docente alla Scuola Civica Jazz di Torino e, insieme a Gianpiero Lo Bello e Piero Cresto Dina, vanta prestigiose collaborazioni professionali con musicisti di fama internazionale.

 

FORMAZIONE

Gianpiero Lo Bello, tromba e flicorno
Guido Canavese, pianoforte
Piero Cresto Dina, contrabbasso
Giorgio Diaferia, batteria

 

MENÙ

Salumi, pecorino e pinzimonio
Risotto al radicchio e taleggio
Spezzato di capicollo di maiale alla birra e miele con polenta taragna alla piastra
Tortino di mandarini tardivi fiasconara su vellutata di cioccolato fondente
Vino, acqua e caffè

Quota di partecipazione: 30 euro

Dopo le 22 si potrà partecipare al concerto con una degustazione al prezzo di 12 euro (un calice di vino accompagnato da salumi, pecorino e pinzimonio). In questo caso non è assicurata la possibilità di sedersi a un tavolo nella sala del concerto.

composto da Gianpiero Lo Bello (tromba), Giorgio Diaferia (batteria), Piero Cresto Dina (contrabbasso), Guido Canavese (pianoforte).