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PJ, in collaborazione con Trentino Jazz, produce la prima residenza artistica originale con un intenso scambio di arrangiamenti, musicisti, idee e progetti di diffusione che inizia in Trentino tra il 14 ed il 17 Settembre 2017.

Presenta

TTJazz Collective in

“Like Sonny!”

con

Diego Borotti sax tenore, soprano/ Fulvio Albano sax tenore, clarinetto/ Emilio Galante flauti/ Alberto Marsico hammond/ Mirko Pedrotti vibrafono/ Enrico Tommasini batteria

Il TTJazz Collective è un sestetto per metà formato da musicisti piemontesi e per metà trentini, frutto della coproduzione fra Piemonte e Trentino Jazz. Qui propone un innovativo approccio al repertorio arrangiando alcune composizioni di Sonny Rollins. Il modello è quello del SFJazz Collective, l’ottetto di San Francisco che dal 2004 ogni anno crea programmi ispirati a grandi voci del jazz come John Coltrane, Thelonious Monk, Horace Silver. L’idea guida è quella di tendere un filo che lega indissolubilmente il jazz della grande tradizione con i linguaggi contemporanei, con rispetto ma senza tentazioni nostalgiche. L’agile sestetto, compatibile con l’intimità di un jazzclub ma estremamente originale timbricamente è composto da tre fiati, organo hammond, vibrafono e batteria.

Gli arrangiamenti sono prodotti dal collettivo.

L’indagine Cgil sulle condizioni degli artisti in Italia. Lo studio completo.

I lavoratori nello spettacolo dal vivo in Italia sono giovani (il 71% ha meno di 45 anni), poco pagati (la media di retribuzione annuale è di poco più di 5000 euro), precari (l’80% ha contratti temporanei) e poco tutelati: solo il 17% è iscritto a associazioni sindacali. E’ il quadro preoccupante che emerge da ‘Vita da artisti’, la ricerca sui lavoratori dello spettacolo dal vivo realizzata da Fondazione Di Vittorio con il contributo e supporto di Slc-Cgil, presentata a Roma. “Manca la percezione che il lavoro culturale sia lavoro a tutti gli effetti – commenta il segretario generale della Cgil Susanna Camusso -. Se nei vari territori le grandi risorse che sono state dedicate ai centri commerciali, fossero state impiegate per i circuiti culturali, avremmo un clima differente”. Stando ai dati Inps del 2015, sono circa 137 mila le persone che lavorano nel settore. Per il 55% sono uomini e per il 45% donne, che vengono retribuite meno in ogni settore.

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